Click for print this page

IL GERGO BOLOGNESE

Parole di uso comune a Bologna, una sorta si dizionario della Bolognesità
(by Maso)

Chi si trova a contatto per la prima volta con un bolognese sentirà uscire dalla sua bocca termini incomprensibili. In questa sezione, con il vosto aiuto vorrei compilare una sorta di dizionario di questo "sleng" che non è dialettale, ma sono parole che a Bologna sono di uso comune sia tra i giovani che tra gli adultolescenti.

Ringrazio chi volesse segnalarmi altri termini non inseriti in questa lista.

Arostina: Ganja albanese di pessima qualità che manda odore simile agli aromi per arrosti.
Babbiona: Signora molto avanti con l'età che si atteggia da giovane
Bagaglio: Vedi zavaglio
Baggiano: Sinonimo di stupido, fessacchiotto. Si utilizza spesso anche baggianello
Balotta: La compagnia, il gruppo di amici. "Fare balotta" significa anche fare casino
Barca: Amore passeggero, cotta. "Mi sono imbarcato di quella tipa lì"
Barcaiolo: Abitante del quartiere Barca
Batedo: letteralmente equivalente alla locuzione "una gran quantità di". Il termine, pur nella sua sinteticità estrema, esprime con disarmante successo l'immagine onomatopeica del tamburellare incessante di qualcosa che si abbatte senza concedere tregua alcuna. "Ho preso un batedo d'acqua!" esclamerà correttamente l'ignaro motociclista appena rincasato fradicio dopo l'ennesima bizza metereologica di queste mezze stagioni ritornate prepotentemente di moda.
Bàttero: Il batterista, of course. Alcuni dicono il bàtteraio.
Bazza: Un'occasione. Di solito c'è sempre qualcuno che "ha la bazza" per farti acquistare qualcosa facendoti risparmiare. "Devi comprare la macchina nuova? Chiedi a me che lo dico ha un tipo che ha la bazza per pagarla 3000 euro in meno". Vedi anche Imbazzato
Bega: Il pene, ma anche una seccatura. "Questa qui è una gran bega!"
Berta: Bella ragazza. "Lei lì è una gran berta". Usato anche per definire la vagina, vedi anche penna. Berta è, fra le altre cose, la pistola. "Occhio, che lui lì gira con la berta"
Bertocco: Cuffia di lana. Quando la cuffia assume connotati ridicoli, il bertocco diventa bertocchino
Biga: La bicicletta
Blé: Il colore blu
Bocce: Le tette. "Lei lì c'ha delle gran bocce!". Le bocce sono anche le bottiglie. "Dammi una boccia di vino"
Bona lè: Basta! Smettila! "Bona lè... hai stracciato i maroni"
Borazzo: Smargiasso, burino. Dispregiativo di sborone
Braga: Di solito viene utilizzato per dire un determinato locale è frequentato esclusivamente da maschi. "In quella discoteca c'è della gran braga"
Branda: Il letto
Brevo: Chi ha pochi soldi dice "Sono al brevo". Il brevo è anche il buco del culo, "al bus dal cul"
Broda: La benzina
Bronza: Il peto
Brustulli: Semi di zucca salati contenuti in buste di plastica
Brutto uccello: Persona poco raccomandabile o persona che se si arrabbia sono cazzi
Buccia: Tenacia, coraggio. "Hai una gran buccia..." significa che sei coraggioso
Bugno: Brufolo
Bulbo: Si utiliza per definire un'acconciatura molto particolare che identifica una persona. Quando uno si taglia i capelli si è sbulbato
Busone: Identifica l'omosessuale ma anche il transessuale. Vedi anche kira e felpa
Buson Tour: Andare in giro con l'auto in zona fiera a vedere i trans che battono
Busso: Esplosione, rumore. "Hai sentito che busso?". Utilizzato anche per gli incidenti stradali "Ieri ho fatto un gran busso con la vespa" o ancor meglio "Ieri mi sono imbussato". Busso è anche sinonimo di velocità. "La mia vespa va a busso!"
Caccolo: Il pezzettino di hascisch da scaldare per farsi le canne
Camuffa: "In camuffa" significa di nascosto, "Stai in camuffa" vuol dire: non farti troppo notare
Canappia: Naso pronunciato. Un naso molto pronunciato diventa ovviamente una gran canappia
Carte: Sono i soldi. 20 carte quando equivalevano a ventimila lire, venti carte da mille.
Cartella: Malrovescio, pugno, schiaffone dato a mano aperta, da non confondersi con il cartone. Sinonimo di cartella è anche canotta.
Càrtola: Termine utilizzato per descrivere una persona particolare. Es. "Ah si, lo conosco, è una gran cartola". Notare l'utilizzo del rafforzativo gran. Una gran catola è un cartolone. Vedi anche incartolato
Cartone: Pugno. Di solito il cartone lo si da in faccia
Cassa: Ubriacatura. Quando uno è ubriaco afferma "sono in cassa" oppure "Ho una gran cassa". Quando si esagera la cassa può essere definita cassa molesta.
Cellulo: Telefono cellulare
Ciambella: Torta fatta in casa, alcuni dicono giambella
Cicles: La gomma da masticare
Cinno: Bambino, ragazzino
Ciocàta: Rimprovero, cazziatone. Più correttamente "cioccàta", in cui la doppia "c" viene immolata senza troppi rimorsi sull'altare della corretta pronuncia felsinea. "Ho preso una gran ciocàta"
Cioccapiatti: Persona che racconta frequentemente storie non credibili
Ciozza: Menzogna, bugia. "Mi ha detto una gran ciozza... non era vero"
Cricca: Lo sporco, da non confondersi con incriccato che significa bloccato. "Mi si è incriccata la schiena"
Cristo: Quando si cade per terra abbastanza violentemente si dice "Ho fatto un Cristo per terra"
Cuccio: Spinta
Dare la molla: mollare, scaricare. Utilizzato principalmente nel senso di liberarsi della persona con cui si era soliti accompagnarsi.
Della serie: rafforzativo, incipit per eccellenza che prelude ad una categoria di cui l'evento che viene commentato si ritiene faccia parte.
Di ogni: Di tutto, di più... variegato.
Essere di un'altra (o di prima, o di primissima): sottointeso "categoria: Locuzione utilizzata per esprimere entusiasmo e felicità per qualcosa. L'oggetto dell'espressione viene immediatamente posto al di sopra di ogniconfronto con oggetti simili ma banalmente e tristemente più scadenti (di ultima).
Fagiano: Così era definito il dark bolognese negli anni ottanta. Il termine fagiano lo si utilizza anche per la persona credulona
Fanali: Sono gli occhiali
Fanga: La scarpa
Fare il proprio numero (non...): locuzione di rimprovero che colpisce la giovane mente bolognese fin dalla più tenera età e che lo accompagna nel corso della sua esistenza pronunciata ora dall'amico di turno ora dalla dolce consorte la quale, prontamente avvedutasi dell'imminente, ricorrente fragorosa digestione del compagno nel corso del pranzo di nozze della sorella, lo apostroferà così: "Non farai mica di nuovo il tuo numero?!"
Farsi: Drogarsi, avere un rapporto sessuale con qualcuno/a. "Ieri mi sono fatto la tipa che ti dicevo"
Fecola: La droga dei ricchi, si diceva una volta
Felpa: Omosessuale, vedi anche Kira
Ferro: Automobile. Di solito si utilizza questo termine per definire automobili di grossa cilindrata, alchè il ferro diventa un gran ferro. C'è chi utilizza questo termine anche per scooter e moto
Fresca: Il denaro, sinonimo di pilla
Foia: Passione spropositata, vedi anche infoiato
Fuga: O ancor meglio fughino. Significa assentarsi da scuola senza che lo sappiano i genitori
Fumello: L'hascish
Fuori: Una persona fuori dagli schemi, un mattacchione. "Ma sei fuori?"
Gaggia: Mento di notevoli dimensioni e sproporzionato rispetto al resto del viso.
Gatti: La polvere che si deposita sui pavimenti, soprattutto quella che si deposita sotto ai letti, i cosiddetti gatti della polvere.
Gebbo (o geppo): scarso, maldestro, personaggio di scarso spessore. Aggettivo dispregiativo utilizzato per additare persona sfigata di cui si nutre scarsa considerazione. L'espressione può essere rafforzata ulteriormente da specificazioni peggiorative come nei seguenti esempi: "gebbo di ultima", "gebbo da fuoco".
Giandone: Individuo molto alto e sgraziato nei movimenti del corpo. Meno diffuso giando
Giarone: Sasso enorme, vedi anche masagno
Giazzo: Ghiaccio, freddo. Vedi anche zagno
Giubino: Con una bi sola, il golfino, il giubbino
Ghigna: Espressione del volto, la faccia. "Gli ho dato una noce sulla ghigna" significa che gli ho dato un pugno in faccia
Ghignata: Risata. Dal verbo ghignare, ridere
Goldone: Il preservativo. Leggenda vuole che il cav. Goldoni fosse uno dei fondatori della prestigiosa ditta locale Hatù (da 'HAbeamus TUtorem'). Noto anche come 'Gavone'.
Gnocca: Vagina, ma definisce anche la donna. "Soccia, lei lì è una gran gnocca"
Gnocchi: Termine utilizzato dagli sportivi. "Gli abbiamo dato tre gnocchi" significa che abbiamo vinto 3-0. In alternativa a gnocchi è corretto anche utilizzare la parola pere.
Gran: La parola gran la si utilizza per esagerare e per rendere più colorita una situazione. Una gran bazza, una gran gubbiata, una gran taffiata...
Griccio: Tirchio, tirato, che non vuole spendere soldi. Vedi anche plumone
Gubbiata: Significa dormita, poichè il gubbio è il sonno e gubbiare significa dormire
Gufo: Il viglie urbano
Guzzare: Avere un rapporto sessuale. "Ieri siamo usciti e abbiamo guzzato"
Iazza: Sfortuna, sfiga. "Lui lì porta una gran iazza" si usa per indicare chi porta sfortuna
Imbazzato: Chi ha le conoscenze giuste per farti risparmiare sull'azquisto di qualcosa
Imbertare: Significa prima di tutto rubare con destrezza: "Sono stato da Nannucci e l'ultimo dei XXX costava 21 euro, così me lo sono IMBERTATO"
Impalugare: Allappare, invischiare. Il giovane bolognese che estrarrà dal suo zainetto il mitico "tortino porretta" o il non meno temibile "buondì classico" (privo dell'effetto lubrificante della marmellata o della copertura di cioccolato) per la merenda si troverà irrimediabilmente impalugato e quindi bisognoso di ettolitri di liquido amalgamante.
Incartolato: Molto elegante o eccessivamente pacchiano
Incriccato: Significa fisicamente bloccato. "Mi si è incriccata la schiena"
Infoiato: Esageratamente appassionato di qualcosa. "Quello lì è un gran infoiato del Bologna". Infoiato può essere sinonimo di infatuato, innamorato
Intappo: Abbigliamento particolare, look. "Ma come ti sei intappato?"
Intortare (da cui il sostantivo "intorto"): Circuire, ammansire con discorsi possibilmente lunghi e fastidiosi a fini persuasivi. La pratica dell'intorto è tipicamente attuata dal giovane che dà prova di prorompente logorrea alla fanciulla al fine palese di ottenere favori di natura sessuale.
Kira: Omosessuale, vedi anche busone o felpa
Landra: Puzza
Lavoro: Cosa che fa meravigliare molto, che crea stupore, un'oggetto o una persona strana; riferito anche a qualche brutta storia di cronaca o a fatti tipo terremoto, uragano, delitti di gelosia, ecc. "Mo che Lavoro!!!" detto anche lavurir; "Mo che lavurir!", "Mo cosa mi dici? E' un brutto lavoro!"
Lesso: Tipo scarsamente sveglio. "Lui lì è un gran lesso"
Manico: Musicista di grandi capacità. "Fanno cagare, ma il chitarrista è un gran manico"
Mappa o Cartella: Una cartina, smoking o rizla o simili. La cartella è anche un cazzotto. "È partito per primo, ma l'altro ha schivato e gli ha tirato una gran cartella in musta".
Maraglio: Perosona poco raccomandabile, teppista, o chi si atteggia a tale status. A tratti violento
Marocchino: Utilizzato per definire in maniera dispregiativa chi proviene da una regione del sud e a volte anche del centro Italia
Maronaio: Colui il quale ha sempre qualcosa da obiettare e di conseguenza pianta dei casini ad ogni occasione
Maroni: Le castagne, ma più spesso vien utilizzato quando si sbotta "Che due maroni!" con una erre sola
Masagno: Sasso enorme, a volte viene utilizzato questo termine per definire un oggetto molto pesante od una persona corpulenta
Mela: La testa. Spesso si utilizza melone. "Sono fuori di mela" oppure "Sono fuori di melone"
Musta: La faccia. "Lui lì c'ha una musta che non mi piace"
Nerchia: Pene. Diffuso anche il termine uccello
Nido: Vedi Zavaglio
Noce: Era (è) il pugno dato in testa con le nocche delle dita. Ora desueto, ma un tempo: "Oh, cinno ! Savut ? Na nus ?"
Non c'è pezza: locuzione ermetica che affonda le radici ai tempi di vacche magre in cui le pezze potevano sancire la salvezza di un capo di abbigliamento ormai logoro. Quando "non c'è pezza" significa che non vi è modo di recuperare lo strappo e, per traslato, sottolinea l'ineluttabilità di un evento senza che si possa fare niente per evitarlo o per negarlo. "Devo mettermi a dieta, non c'è pezza!" esclamerà non senza una nota di tristezza il giovane imbolsito da vagonate di tigelle e crescentine.
Non si affronta: locuzione atta ad indicare situazioni o immagini al limite della gestibilità o comunque sgradevoli a qualunque dei cinque sensi (vedi esempio precedente)
Non volerne (più) mezza: essere saturo di una cosa al punto di non volerne più sentire parlare. Appare evidente il superiore impatto emozionale della locuzione felsinea al confronto del ben più prolisso ed inefficace corrispondente italiano. Vedi anche "scendere la catena"
Oca: Altra parola per definire il pene. "Dare dell'oca" significa penetrare
Omarello: Individuo anonimo, spesso un pensionato che ostenta luoghi comuni o che guarda i lavori stradali con le mani dietro alla schiena
Orello: Come suggerisce la rotonda iniziale, trattasi di orifizio circolare, comune a maschi e femmine. Al naturale il suo diametro è di pochi millimetri, ma...
Orzo: Orzo significa sconfitta, paga, legnata. Usatissimo ancora adesso. "Gli abbiam dato del gran orzo" puo' significare, a seconda del contesto, li abbiamo battuti o li abbiamo menati di brutto.
Paglia: La sigaretta
Palazzo: Il palasport. "Domani andiamo a vedere la Virtus al Palazzo"
Panettone: Bulbo rigonfio o cotonato in modo eccessivo. "Guarda che panettone che hai!"
Parabro: Il parabrezza dello scooter o della vespa
Passera: Vagina. Di uso comune anche gnocca
Pastella: Termine usato dai fumatori di canna per definire la tipica bocca asciutta che viene dopo aver fumato, "Ho una gran pastella, mi bevo un estatè"
Penna: Bella ragazza. "Lei lì è una gran penna"
Piazzola: Il mercato che si tiene in Piazza VIII Agosto nei giorni di venerdì e di sabato. Alcuni dicono "Vado in Montagnola"
Pilastrino: Di solito è un maraglio che vive al quartiere Pilastro
Pippa: Sinonimo di masturbazione. "Mi sono fatto una pippa". Viene utilizzato anche per mandare a quel paese qualcuno "Vai a fare delle pippe"
Pirullo: Pallino, qulacosa di indefinito che sporge da una superfice. Sinonimo di coso
Plasticone: Cioccolato (vedi sotto 'caccolo') di infima qualità, di solito tagliato con la 'paraffa'.
Pacco: Una fregatura. "Mi ha tirato il pacco" significa che mi ha fregato, oppure che non si è presentata/o ad un appuntamento dove io la/lo stavo aspettando
Paltò: Il cappotto, detto anche paletò
Patacco: Adesivo. A volte si utilizza patacchino o ancor meglio patachino
Penne: Le impennate con la motocicletta "fare le penne"
Pezza: Vedi Tomella
Piattola: Persona noiosissima ed appiccicosa
Pilla: Sono i soldi. Pillloso è chi ha tanti soldi, "Fare della pilla" significa arricchirsi
Piluccare: Leccare. Alcuni usano anche spiluccare
Pistolone: Fessacchiotto
Plumone: Tirchio, tirato, che non vuole spendere soldi. Il tirchio "ha della gran pluma". Vedi anche griccio.
Pogna: Masturbazione maschile, vedi anche raspa
Polleggio: Il relax. Una persona rilassata e tranquilla la si definisce polleggiata
Pompa: Fellatio
Porra: Spinello, vedi anche tronca
Prillo: Girare su se stessi, colpo da maestro, passo di danza
Prillone: Un forte giramento di testa
(di) Prima: Di tendenza, pregiata. "Una camicia di primissima"
Punta: Appuntamento
Racchia: Donna molto brutta e anche un pò anticatica. Per accentuare si usa gran racchia o racchiona
Raspa: Sinonimo di pugnetta. Quando ci si masturba ci si "tira una raspa".
Riga: Basta, finito. A volte si preferisce il termine raiga. Vedi anche bona lè
Rusco: La spazzatura, l'immondizia
San Michele: Il trasloco
Sandrone: Un tipo grande e grosso e stupido. Ma un sandrone è anche quello che si tirano gli adolescenti maschi per calmare i bollenti spiriti (vedi raspa)
Sbadilata: Una gran quantità, soprattutto materiale; montagna: di roba, in tutti i sensi, concreto e astratto; una montagna di roba da studiare, o da stirare
Sbanderno: Gran quantità. "Al concerto dei Franz Ferdinand uno sbanderno di gente è rimasta fuori"
Sbarba, sbarbina: Ragazzina. Le adolescenti, l'adolescente maschio è lo sbarbo. Insomma, gli sbarbi
Sbarellare: Impazzire per una cosa o una persona simpatica Gino mi fa sbarellare". Al posto di sbarellare, alcuni utilizzano sdraiare.
Sborone: Persona sbruffona eccessivamente piena di sè
Scendere la catena: tipica espressione che comunica il disarmo finale nei confronti di qualsivoglia evento al punto da non "volerne più mezza". Le due espressioni si rafforzano spesso in un confronto sintattico che porta il giovane ingegnere alla settima ora di scritto dell'esame di stato ad affermare: "Bona lè, riga! Mi è scesa la catena: non ne voglio più mezza!". Lo stesso verrà ritrovato poche ore dopo completamente "in cassa" di fronte al pub irlandese...
Schiodare: Andarsene via. "Schiodiamo?"
Sdaura: Una signora di una volta, la propria consorte
Sfrombolare: Gettare via, lanciare. Verbo che ben descrive gesti plateali e definitivi volti all'eliminazione fisica di qualsiasi oggetto divenuto inutile o comunque sgradito. Indica nache una catuta. "Sono sfrombolato per terra" oppure "Ha fatto un gran sfrombolo giù dalla finestra"
Sgabuzzo: Ripostiglio, sgabuzzino
Sgamato: Scaltro, furbo, che la sa lunga. "Un tipo sgamato". Essere sgamati significa anche essere stati scoperti mentre facevamo qualcosa che non andava bene "Non avevamo studiato niente ed il prof ci ha sgamati"
Sghetto (andare di): Espressione volta all'identificazione di contesti fortunosi che hanno consentito il concretizzarsi di eventi altrimenti improbabili. "Mi è andata di sghetto"
Slegare: Picchiare, vincere una sfida. "Li abbiamo slegati cinquanta a zero". Quando invece si ammette umilmente una sconfitta si dice "Ci hanno slegato cinquanta a zero"
Slego: Assolo di chitarra o generico virtuosismo
Slumare: Guardare o essere guardati
Smaronato: Persona annoiata. "Mi sto smaronando"
Soccia: Lo si dice quando si è stupiti, un pò come dire accipicchia! Sovente viene sostituito dal dialettale Socmel!
Soppa: Sostituivo di soccia o socmel, ma meno sguaiato e senza riferimenti sessuali. "Soppa che bello!"
Sorbole: Espressione balanzoniana tipo soccia, ma non volgare
Spada: La siringa usata dall'eroinomane per farsi
Spaghetto: Un'enorme paura che poi si è risolta in lieto fine. "Ho avuto una fifa bestiale" diventa "Mi son preso un ran spaghetto"
Spagogno: Una persona brontolona e spesso scontenta, anche per piccole cose.
Spanizzo: Persona che si fa notare, che non si tira indietro, che osa in maniera evidente ma comunque degna di ammirazione. Lo spanizzo non è da confondersi con lo sborone in quanto non comprende l'accezione negativa caratteristica di quest'ultimo
Sportina: Sacchetto di plastica che si usa per fare la spesa
Stracciare: Vomitare. Il vomito è lo straccio
Susanello: Usato per definire una persona massiccia e nerboruta, ma soventemente definisce un pene. "Attaccati a sto' susanello"
Taffiata: Mangiata. Anche questo termine se associato alla parola gran assume connotati esagerati. In bolognese il taffio è il cibo
Tamugno: e' il gergale di grosso
Tange: Poco diffuso, indica la tangenziale
Tarazzo: Cafone, arricchito o non ancora, chi ha cattivo gusto ed è anche un po' ignorante
Tirapacchi: Colui il quale tutto le volte che si organizza qualcosa non is presenta all'appuntamento o declina all'ultimo minuto. Un tirapacchi è anche chi vende merce per fregarti
Tirella: Erezione mattutina o manifesto stato di eccitazione maschile
Tiro: Pulsante elettrico cheserve per aprire portoni e cancelli
Tomella: Si usa per definire quando una persona logorroica ha iniziato a parlare con te e non finiva più. "Mi ha tirato una gran tomella". Al posto di tomella, spesso viene utilizzato il termine pezza
Tronca: Lo spinello
Tunno: Identifica il tunisino che spaccia la droga
(di) Ultima: Non di tendenza, non pregiata. "Una camicia di ultima"
Urcia: Orecchio
Usta: Intelligenza, testa. "Per fare l'avvocato ci vuole dell'usta..."
Verra: Ragazza di facili costumi che a letto ci sa fare
Verziculo: Tipica mossa micidiale che si faceva all'amico nel momento in cui entrando in auto per accomodarsi nei sedili di dietro (auto a 3 porte) doveva stare col culo in fuori ed irrimediabilmente il più bastardo del gruppo, unendo le mani a mò di preghiera, con un colpo secco, lo colpiva con la punta delle dita delle mani unite, in pieno retto. Da lì "verziculo" (dolorosissimo per chi lo subisce ma fonte di enorme ilarità in balotta).
Viaggio: "Farsi il viaggio di..." vuole dire atteggiarsi a qualcuno, darsi delle arie. Es. "Quella tipa lì si fa un gran viaggio"
Volerne: Essere interessati a qualcuno/a o essere oggetto dell'interesse di qulacuno/a. "Ne voglio a pacchi" oppure "Ne vuole a pacchi da me"
Zacagno: Coltello a serramanico
Zagnare: Rompere, infastidire. Tipico è "zagnare i maroni" dove l'azione si eleva ad una forma catartica ed universale che colpisce inevitabilmente le parti più intime e sensibili della corporalità maschile
Zagno: Il freddo pungente, ma anche il vento
Zanaro: Così era definito il paninaro bolognese
Zavaglio: Indica indifferentemente qualsiasi oggetto (o persona) con accezione negativa. Definisce sinteticamente la condizione di attrezzo inutile il cui unico attributo è quello di possedere un peso senza, nonostante tutto, svolgere correttamente la propria funzione. "Cos'è quel zavaglio lì?"
Zia: Donna o ragazza anonima con modi di fare da vecchia, zitella. Oviamente esiste anche lo zio
Zigare: Piangere. Il pianto è la zigata